davide buscaglia

365STRANGERS

365strangers è un progetto psicologico e fotografico sviluppato nel 2015.
A partire dal 01.01.2015 ho incontrato, conosciuto, fotografato e raccontato 365 sconosciuti: uno al giorno per 365 giorni.
Gli obiettivi erano molteplici: migliorare l'approccio fotografico al ritratto, riflettere sulle conseguenze relazionali di incontri quotidiani con lo sconosciuto, mettermi in gioco per affrontare alcune delle mie paure, contrastare la solitudine, impormi un obiettivo quotidiano. Verificare le possibili applicazioni terapeutiche dello stesso. Non si trattava di un reportage, ma di una sorta di auto-terapia vissuta in contatto con la fotografia e con l'Altro.
Ciò che mi sorprese immediatamente dopo i primi scatti furono due aspetti connessi agli incontri: l’intimità del contatto e la reciprocità degli scambi. Tornando a casa dopo l’incontro osservavo lo scatto e rimanevo profondamente colpito da ciò che provavo. A volte commosso. Provavo affetto, per ognuno di loro. Era un po’ come se le persone incontrate mi avessero donato una parte di loro, ed ero grato. In questo caso è vero che la fotografia non si fa, ma si prende. È un gesto intimo, puro, poetico. E così ho scoperto che Fotografare significa entrare in relazione, in contatto con le persone. L’ho sperimentato sulla mia pelle. O sulla nostra pelle. Non ero centrato sui soggetti che fotografavo, non avevo interviste, non ero del tutto centrato su di me: ero in una zona di confine tra me e loro. È qui che avveniva l'incontro.
Giorno dopo giorno incontrando 365 sconosciuti mi resi conto che ciò che facevo infatti era contattare ed esplorare 365 parti di me, attraverso sguardi, storie ed emozioni che condividevamo. Tutto si giocava, come spesso accade, introno all'empatia. E ciò che è accaduto dopo mi ha sorpreso ancora di più: non ero il solo a riconoscermi in questi sconosciuti, anche le persone che mi seguivano sui social sperimentavano qualcosa di simile. A tal proposito un ruolo fondamentale lo hanno giocato le didascalie: ad integrazione delle fotografie allegavo una descrizione del vissuto emotivo e relazionale degli incontri. Non si tratta però di descrizioni di sconosciuti, l’intento era quello di focalizzare il vissuto relazionale, emotivo e umano di ciascun incontro. Cosa mi ha colpito? Come mi sono sentito con lui/lei? Che tematica si è attivata durante l’incontro? Cosa ho contattato? Cosa è stato importante? Cosa ho imparato da questo incontro? Con che cosa rimango?
Erano queste alcune delle domande che mi ponevo una volta terminato l’incontro. Ed è attraverso queste riflessioni che ogni giorno ho imparato qualcosa di nuovo su di me, e su chi mi sta intorno.
In fin dei conti sappiamo chi siamo attraverso gli occhi delle persone che ci circondano.
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