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365strangers | Aprile 2015 1

Lui è Matteo, lavora in comunità a Milano come riabilitatore psichiatrico. È con la fidanzata, psicologa, e l’amica dentista. In pratica mezza équipe. Da lontano mi ha colpito il suo modo di camminare, trascinava i piedi quasi senza sollevarli da terra. Non sembrava stanchezza. Era più un gioco fatto tra sé e l’asfalto. Da vicino poi ho pensato evvai, stranger perfetto! Abbiamo riflettuto insieme su quanto ogni contatto relazionale possa influenzare reciprocamente le persone, se si rimane aperti e curiosi nell’incontro. Per esempio, ho imparato ad arricciare i baffi da un signore anziano incontrato nei vicoli, e ora lo posso raccontare a te. Sento freschezza e stabilità con lui, e dopo averlo salutato mi rendo conto che quella pesantezza che sentivo poco prima aveva lasciato spazio a una nuova vitalità e energia.
Generalmente non mi fido di chi incontro per strada, ma oggi ho imparato che non è sempre così.

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365strangers | Aprile 2015 2

Lui è Iliasse. Incrocio il suo sguardo nei vicoli del centro storico. Mentre lo fotografavo, una signora si ferma e commenta mamma che bello. Mi racconta di essere ivoriano, ad Albenga da 3 anni, ospite di Caritas. Sono arrivato in aereo, per un po’ sono rimasto in un centro d’accoglienza a Bari. Poi mi hanno portato qui.  Sorride solo quando scherziamo sulla sua età, sembra più giovane di quello che è. Per il resto, il suo tono di voce e lo sguardo sembrano un po’ tristi e stanchi. Era diretto come me a Savona, lui in treno però. Decido di offrirgli un passaggio. Sai, in Costa d’Avorio quando i bambini vedono un uomo bianco sono sorpresi e divertiti, potrebbero seguirlo e giocare con lui tutto il giorno. Mi dispiace che qui non sia così. Se le persone mi guardano vedono un criminale. Una volta mi hanno insultato. Io non ho risposto. Ho imparato a non ascoltare. E mentre lo dice sento tutta la sua rabbia affiorare sulla pelle. Nel salutarci, l’impressione è che stia perdendo la speranza.

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365strangers | Aprile 2015 3

Lui è Baldo. Mi colpiscono i suoi riccioli, e l’intensa espressività del suo viso. Mi racconta di essere da 11 anni macchinista per Trenitalia. Era in pausa, in pochi minuti sarebbe partito per Roma. Con le colonne del Teatro (di nuovo) Chiabrera di Savona alle spalle, mi ricorda un personaggio dell’antica Grecia. Non so chi. La sensazione è di aver incontrato un ragazzo sicuro di sé, forte e responsabile. E mentre scrivo mi colpisce l’assenza di peso o fatica, in quelle responsabilità. L’importante è essere consapevoli delle ragioni per cui facciamo le cose che facciamo.

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365strangers | Aprile 2015 4

Lei è Lorena, regista teatrale. Sono tre giorni che per un motivo o per l’altro incontro il Teatro. La cosa mi sorprende e mi piace. È diretta a Torino, di ritorno da Nizza. L’ho notata mentre aspettava in stazione il suo treno. Quando l’ho scelta, ho avuto un po’ di timore, era in mezzo a molte persone e non ero del tutto a mio agio. Così ho aspettato, troppo, e ho corso il rischio di perderla. Il suo treno era in partenza. Ci incontriamo velocemente, giusto il tempo per qualche scatto e la promessa di incontrarci di nuovo, con calma, a Torino. Mi allontano con il dispiacere di non averla incontrata di più, ma felice per quel breve contatto con l’allegra disponibilità e gioiosa libertà che sprigiona. A volte per paura di un no si perdono molte occasioni.

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365strangers | Aprile 2015 5
Lei è Setsuko. La noto mentre si avvicina all’entrata del Teatro Stabile. È chiaramente asiatica, ma non capisco se cinese o giapponese. Accetta, ma lo spettacolo sta per iniziare. Ci diamo appuntamento per quando fi nisce. Nell’incontrarla, la sensazione è assolutamente orientale. Leggera e fl uttuante nella sua presenza, mi trovo diverse volte a chiederle se preferisce che io le parli inglese. Mi accorgo di avvicinarmi con delicatezza, quasi come se sentissi il rischio di rompere quell’equilibrio delicato in cui è immersa. Nella vita fa la perfomer artistica, anche lei crede nell’arte che rende gli spettatori partecipanti attivi e non osservatori passivi.

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365strangers | Aprile 2015 6

Lui è Daniele. Mi colpiscono i suoi colori, le sfumature di rosso che lo caratterizzano. Accetta, anche se odio odio odio odio farmi fotografare. Credo si sia pentito immediatamente di quel sì. Gli racconto che anche per me oggi non è stato semplice trovare lo stranger, 30 km nella nebbia non hanno aiutato. È stato un incontro con un alto livello di energia, abbiamo riso molto insieme, e ridere ha reso tutto più semplice. Allontanandomi sento gratitudine e soddisfazione, e ripenso che la fatica l’abbiamo fatta in due. Forse è anche questo che ci ha uniti.

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365strangers | Aprile 2015 7

Lei è Anna. In alcune zone dei vicoli di Genova il sole riesce a passare e in quel momento ha deciso di concentrarsi solo su di lei e su Tosca, il suo cane. Come un riflettore. Intorno c’è solo ombra. Mi dice sì, e mi colpiscono subito il tono di voce, soave, e lo sguardo pieno di luce. Mi racconta di essere un’attrice di teatro e coreografa, con la sua compagnia teatrale porta in Italia La Carmen, rivisitata in chiave popolare, moderna, frizzante, allegra e giovanile. Nel tempo passato insieme mi colpiscono lo spirito dolce, l’energia benevola e piena d’amore con cui ci incontriamo. E rimango con la sensazione di avere ricevuto una carezza lunga mezz’ora.
Domenica alle 16.00 vienici a trovare, trovi due biglietti per la pomeridiana riservati a tuo nome.
Grazie Anna.

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365strangers | Aprile 2015 8

Lui è Michele. Lo noto di fronte a un bar, mentre mangia un ghiacciolo in compagnia. Mi colpisce per intero, mi colpiscono i suoi baffi, lo sguardo e la corporeità, tesa, longilinea, dura. Mentre camminiamo mi accorgo che zoppica. Una frattura a tibia e perone da 16 mesi non gli dà tregua. Ma non smette di lavorare nel bar di proprietà. Il modo in cui me lo dice è carico di dovere e di fatica. Devo andare, è dal matrimonio che non mi faccio fotografare. 

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365strangers | Aprile 2015 9

Lui è Luciano, mi colpisce l’energia che emana nella sua immobilità. Era fisicamente fermo al centro della via centrale, ma era chiaro per me che non fosse immobile. Nel guardarlo, era come se stesse cercando di comprendere qualcosa di inaspettato. Poi sento provenire da un negozio una voce che chiama papà, papà. Mi spiega sorridendo che è sua figlia, stava giocando al computer e non riusciva a far partire un gioco. L’impressione è di aver incontrato un uomo e un papà libero e consapevole. Forse non ho più l’età per le cose estrose, ma non smetto di adorarle.

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365strangers | Aprile 2015 10

Lui è Enrico, lo noto per i capelli lungi, lo sguardo e lo stile rock. E perché è impossibile per me dargli un’età. Mi racconta di essere tastierista in un band, e di aver finito da poco di girare il video di una loro canzone. Fanno symphonic metal. Ammorbidiscono il suono duro del metallo. E con lui la sensazione è simile: lo sguardo, ciò che si immagina senza incontrarlo e conoscerlo rimanda al duro, all’oscuro, ma nell’incontro contatto solo sensazioni piacevoli e morbide. Sinfoniche forse.

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365strangers | Aprile 2015 11

Lui è Andrea. Era a strimpellare in riva al mare con alcuni amici, cercando di dimenticare una situazione spiacevole capitatagli il giorno prima. Ha una postura particolare, piacevole e curiosa. La testa è leggermente avanzata rispetto al resto del corpo, come se stesse cercando di sentire meglio quello che lo circonda. Mi racconta di essere all’ultimo anno dell’ITIS, e di volersi iscrivere a Farmacia. 
Nessuna scelta è per sempre. Piuttosto che lavorare subito e guadagnare preferisco rischiare, attendere e realizzare i miei sogni. Finché posso permetterlo.

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365strangers | Aprile 2015 12

Ho deciso di cambiare i programmi, e ritornare a Milano. E incontro Lei. Qualcuno dice che è nell’incontro fra le diversità che l’evoluzione, la vita, si esprimono al meglio. Lei è Chahrazed, italo-croata-tunisina. E se penso agli scatti ottenuti da questo incontro, non posso che pensare che alcune persone di fronte all’obiettivo si illuminino in maniera immensa. Mi ha colpito perché una volta notata non ho più trovato niente di altrettanto interessante. Presente e decisa, rimango in contatto con il suono della sua voce, sicura e veloce, e con la sensazione di aver incontrato una ragazza coraggiosa. Sono il risultato di mille contraddizioni. Di sicuro di almeno 3 culture differenti. Preferisco vivere nell’ombra, anche se mi sono tinta i capelli color platino.

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365strangers | Aprile 2015 13

Lei è Marcella. La noto durante un workshop esperienziale di Psicoterapia, il cui tema era il lavoro terapeutico sul corpo durante le sedute con i pazienti. Mi colpisce il suo sguardo mentre segue le indicazioni del conduttore, intenso e carico di emotività. Mi racconta di insegnare yoga, meditazione, di aver esperienze nel teatro e nella recitazione, e di voler integrare tutto ciò nella sua pratica clinica. Un’altra futura terapeuta in contatto con il bisogno di passare attraverso il sentire e l’esperienza per poter essere efficace. Esempio di eclettismo, significativo e importante rispetto al periodo che sto vivendo. A volte scegliere non significa escludere possibilità ma trovare il modo di integrarle in nuove opportunità.

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365strangers | Aprile 2015 14

Lui è Raffaele. Stava bevendo qualcosa nel dehor di un bar. L’ho notato per l’atmosfera che lo circondava, per il passeggino che cullava la bimba arrivata da 14 mesi, e perché trasmetteva una sensazione di pace e pienezza inconfondibili. Ha lavorato vent’anni in una fabbrica di prodotti chimici, e in controtendenza si è licenziato. Sereno e soddisfatto, abbiamo chiacchierato sull’importanza e l’essenza di coltivare anima e spirito. Nella vita, bisogna imparare a smussare gli angoli. E me lo dice con il dolce suono dell’accento che solo alcuni toscani sanno produrre. Ripensando al contatto, incontro ed è ancora viva la sensazione di benessere e distensione che ho sentito prima, durante e dopo. Mi sono fatto fotografare perché hai una faccia onesta.
Con Raffaele finisce la mia settimana passata a Milano. Mentre prendo il treno per andare via, sento che è qui che vorrei vivere. E per uno come me è una cosa enorme.

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365strangers | Aprile 2015 15

Lei è Lisa. Ho scelto lei perché aveva tutte le caratteristiche della giornata appena passata all’interno del quartiere di Ventura-Lambrate, tra giovani designer per lo più nord-europei. Fresca, divertente, piacevole, dai colori chiari e ovviamente nordici. Quando l’ho notata giocava con il compagno su un tavolo da ping pong di cartone progettato per ambienti di lavoro. Perché da qualche parte si sa che ambienti di lavoro confortevoli migliorano la produttività, abbassano le spese, contrastano il burn-out, e mi fermo qui. Credevo fosse Danese, ma scopro che è di Londra, e fa la designer. Mi ricorda Kate Winslet in Se mi lasci ti cancello. Incontro fresco e frizzante.

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365strangers | Aprile 2015 16

Lui è Simone. Lo noto per lo sguardo intenso, per i ricci scuri e per il viso spigoloso. Mi dice di sì subito, spiegandomi che gli sarebbe dispiaciuto dirmi di no. Era con due amici, divertiti e sorpresi dalla situazione. ...si fa fotografare il principe! Erano belli insieme, tutti e tre, complici e affini. Studiano Design Industriale a Treviso, ed erano in visita a Milano per il Salone2015.

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365strangers | Aprile 2015 17
Lei è Sara. La incontro in Brera, di fronte all’Accademia di Belle Arti. La guardo, e penso alla natura, al verde, a qualche festival musicale estivo tra tende, svago ed energia. Nell’incontro, sono soprattutto i suoi occhi e il tono della voce a colpirmi, dolci e pieni di luce. Studia Pittura a Milano, ma sogna di vivere a Venezia. Me lo dice con un sorriso che brilla. Quando le dico che mi ricorda la Natura, mi accompagna nell’orto botanico dell’Accademia. Luogo magnifico. E dopo una piacevole ora insieme la saluto con l’impressione di un incontro dolce e gentile, vissuto con una ragazza abituata a far sì che le persone intorno a lei si sentano a proprio agio.

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365strangers | Aprile 2015 18
Lui è Riccardo. Usciamo da casa insieme, lo noto subito e penso alla musica, all’Hip-Hop. Se da bambino avessi dovuto descrivere un ragazzo di Milano avrei descritto lui, o qualcuno di simile. Portava a spasso il cane, che non mi ringhiava finché non posavo lo zaino per terra. Zaino in spalla, niente. Lo zaino per terra lo infastidiva decisamente. Ne abbiamo approfittato per ridere insieme, e mentre mi allontano rimango con il dispiacere di non aver avuto più tempo per incontrarlo.

12 | 102

365strangers | Aprile 2015 19

Lei è Micol. Ha una mano piena di cuori rossi disegnati, e i capelli color platino. La sensazione è che in qualche modo tutti quei cuori facciano parte di lei, in armonia con la stravaganza e le tante parole con cui ci incontriamo. Mi piace stare al centro dell’attenzione, ma poi quando ci sono, mi sento vista, mi imbarazzo, e se mi imbarazzo non smetto di ridere. È stato un incontro divertente, spiritoso e per certi aspetti surreale. 

11 | 101

365strangers | Aprile 2015 20

Lei è Agnese. Mi colpisce lo stile, delicato e grintoso allo stesso tempo: jeans strappati, pelle chiara, cappotto scuro. Ha un viso angelico, ma anche graffiante e d’impatto. Con lei, l’impressione è quella di incontrare una ragazza che sta vivendo un momento di passaggio importante, come se si stesse preparando ad incontrare ed esprimere una nuova femminilità. Studia Servizi Sociali all’Università, e anche lei, come moltissimi strangers, non ama farsi fotografare.
Più cose fai nella vita, più semini, meglio è.

10 | 100

365strangers | Aprile 2015 21

Lui è Stefano. Lo noto mentre cammina veloce tra i vicoli di Loano, come se dovesse fare presto e sgattaiolare dalla via principale a quelle secondarie. Più buie e decentrate. Sono un tipo timido e riservato. Lavora con i suoi genitori tra i banchi del mercato, si alza all’alba tutti i giorni ma sogna di fare il deejay. La musica dà il permesso di esprimersi. È il mio centesimo incontro.

9 | 99

365strangers | Aprile 2015 22
Lui è Gianmaria. Sta aspettando qualcuno appoggiato a un paletto dei cartelli stradali. Lo noto perché è diverso da tutti e da tutto ciò che lo circonda in quella via di Genova. Solo i colori dei graff iti sull’asfalto sono in tono. Ha un passato da fotografo, oggi è proprietario di un negozio in centro a Genova. Il suo volto mi sembra una maschera, morbida e piacevole, e l’impressione è quella di aver incontrato un uomo amichevole, dal sapore teatrale. Come una stranger di marzo, presto partirà per il Giappone. Una vacanza, ma la sensazione è che anche lui sia un po’ stanco dell’Italia.

8 | 98

365strangers | Aprile 2015 23

Lei è Alexandra. Stavo chiacchierando con uno stranger di febbraio incontrato per caso, quando l’ho vista. Camminava decisa, e aveva uno sguardo cupo. Sembrava molto arrabbiata. Mi dice di sì, nonostante non dorma da 3 giorni. Era davvero arrabbiata, e per un attimo, qualcosa l’ha commossa. C’era del dolore, in quella rabbia. Passiamo insieme un po’ di tempo, e nel gioco dell’incontro sento che un po’ di quella rabbia finisce sullo sfondo. Ci salutiamo sorridendo, e dopo un po’ mi scrive Thank you stranger for your therapeutic smile. Mi basta questo. Thank you!

7 | 97

365strangers | Aprile 2015 24
Lei è Nicole. Mi ha colpito la folta chioma di capelli, tenuta insieme da una fascia. Mi racconta di essere una cantante sudafricana, e che la sua immagine è stata utilizzata nello spot di EXPO2015. Era con il marito, italiano, conosciuto a bordo della Costa Concordia. Sì, quella. Lui continua a navigare, è capo tecnico teatrale e Tv Director. Lei continua a cantare, ma ci prova a terra.

6 | 96

365strangers | Aprile 2015 25

Lo chiamano Il Professore, ma ha almeno altri 2 nomi. Mi racconta di aver studiato Filosofia, Matematica, Scienze, Fisica, Sociologia, Chimica, Teologia e un po’ di Psicologia. Con lui, sento un’aria positiva e frizzante. È indeciso se diventare Imam, o agricoltore. Ciò di cui è sicuro, è che non vuole smettere di imparare. Nella vita, è la conoscenza a fare la differenza. La conoscenza può migliorare il mondo. Lo chiamano Il Professore, ma si chiama Sadjo, e viene dal Mali. Da ottobre vive in un centro di accoglienza. Lo chiamano Il Professore, si chiama Sadjo, ma qualcuno si ferma prima e lo chiama solo Profugo.

5 | 95

365strangers | Aprile 2015 26

Lei è Alessia. Viaggiamo l’uno di fronte all’altro, nella metro. Mentre la guardo, penso a una gitana, e mi colpisce l’atmosfera che la circonda. Mi sembra in viaggio, un viaggio interiore. E mi specchio in lei. Conoscendola, conferma ogni sensazione, e ripensandoci riassaporo la sintonia che ha caratterizzato questo incontro. Passiamo la sua pausa pranzo insieme, salutarla è stato difficile. 
Ho tante idee, ma finché non mi sento del tutto preparata non mi autorizzo a concretizzare. Grazie Alessia!

4 | 94

365strangers | Aprile 2015 27
Lui è Carlo, passeggiava con gli auricolari, sembrava sereno e rilassato. Ascoltava death metal, ma a stare con lui sentivo solo pace e serenità. Vive nella periferia di Milano, e ha un’ottima notizia. La settimana prossima ritorna a lavorare.

3 | 93

365strangers | Aprile 2015 28
Lei è Laura. Viaggiamo insieme, BlaBlaCar ci ha fatti incontrare. Mi colpisce la forza del contrasto del suo sguardo con il chiaro del resto del volto. Come se luce e oscurità avessero trovato quell’accordo, per esprimersi. Studia Digital Humanities, emozioni e forme di umanità digitali. Altri contrasti.

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365strangers | Aprile 2015 29
Lei è Elena. Indossa gli occhiali da sole, le ho chiesto se può toglierli, e l’ho vista davvero. Studia ingegneria e architettura, e al di là della bellezza, c’è qualcosa nel suo modo di entrare in contatto con me di curioso e attraente. Ripensandoci mi viene in mente una leggera brezza, di quelle che arrivano inaspettate, che si fanno sentire sulla pelle per poi ritirarsi, lasciandoti addosso la piacevole sensazione del passaggio.


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365strangers | Aprile 2015 30

Lui è Mauro, è lui a cercarmi. Ha visto online il progetto, e ne è rimasto colpito. Lo guardo, lo ascolto, e lo scelgo. È la sua semplicità che mi colpisce, e l’entusiasmo con cui mi racconta le cose che fa. Si sta preparando per una competizione ciclistica da 1200km, da Parigi a Brest e di nuovo a Parigi. Ama l’India, e la Cina. Tempo fa un uomo descrivendo la struttura di un camino gli ha raccontato una storia meravigliosa. A volte la follia in realtà ha semplicemente qualcosa di nuovo da raccontare.

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